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Westworld

westworld seriescape ford hopkins

westworld posterTitolo Westworld
Voto IMDb 
8,9/10
Voto SeriEscape 9,5/10
Anno 2016 – presente
Canale HBO
Durata episodi 60 min
Quante ore di vita ti toglierà questa serie? 10 ore
Genere Drama, Western, Science-Fiction, Mystery
Attori Evan Rachel Wood, Anthony Hopkins, Thandie Newton, Ed Harris, Jeffrey Wright
Creatore Jonathan Nolan, Lisa Joy
Musica Ramin Djawadi
Paese USA
Lingua Inglese
Livello d’attenzione richiesto 5/5
Mood Stufo del secolo in cui vivo, Un po’ di sana avventura, Qualche bel posto lontano da qui, Sbrogliamo una matassa, Mindfucked, I’ve Got No Strings On Me, What if…?, (You Gotta) Fight For Your Right Giochi di specchi e abissi profondi
Trama In un tecnologicamente avanzatissimo parco divertimenti a tema western ricchissimi clienti possono avverare ogni loro desiderio, persino i più bassi, interagendo con gli Host, le ultra-realistiche attrazioni robotiche che popolano Westworld.


Quando Westworld fu annunciata nel 2014, la curiosità era tanta: si stava ripescando un film del 1973 uscito dal genio di Michael Crichton – in Italia Il Mondo dei Robot – per trasformarlo in una serie tv.
E come se non bastasse HBO, che si era aggiudicata i diritti, aveva espresso interesse per un progetto lungo cinque anni, sperando di renderlo il Game of Thrones della fantascienza. Quando ci puntano così tanto, vuol dire che si sentono sicuri di poter fare un bel lavoro, no?

E di certo non hanno deluso le aspettative, perché dopo l’enorme successo della prima stagione Westworld promette di riservare ancora molte soddisfazioni negli anni a venire sia per gli spettatori che per i suoi creatori.

Un mirabile lavoro di scrittura

westworld nolan joy castA muovere i fili dietro le quinte infatti troviamo i coniugi Jonathan Nolan (Person of Interest, Interstellar), fratello minore e spesso collaboratore del celebre regista Christopher, e Lisa Joy (Pushing Daisies, Burn Notice), i quali hanno saputo dare vita a un piccolo gioiello di scrittura.

Quello che subito appare evidente di Westworld è infatti la qualità della sceneggiatura che, seppur lasciandoci ad annaspare inutilmente in cerca di spiegazioni per un numero indefinito di episodi, nemmeno per un secondo ti fa dubitare che ci sia un disegno più grande, livelli di significato più reconditi – proprio come quello di cui l’Uomo in Nero è alla ricerca -, che la storia stia costruendo qualcosa di speciale e grandioso che ancora non riusciamo ad afferrare.
E lo fa in stile Nolan, seminando piccole briciole di pane, battute e dettagli che potrebbero sembrare solo fatti interessanti, attimi di colore per rafforzare l’atmosfera, ma che col senno di poi diventano quasi oracolari, premonitori di quello che verrà.
Ragion per cui Westworld non è il tipo di serie da vedere mentre si prepara la cena, perché richiederà ogni oncia della vostra attenzione.

Ma di che parla Westworld?

westworld parco tramaTutto questo nonostante il setting di base sia abbastanza semplice: ci troviamo a Westworld, un gigantesco parco divertimenti a tema western interamente popolato da androidi estremamente realistici.
Qui dentro coloro che si possono permettere il biglietto potranno fare qualsiasi cosa desiderino, dall’avventurarsi a caccia di banditi o in cerca dell’oro all’indulgere impunemente in ogni fantasia di sesso o morte vogliano immaginare.

È una trama di per sé molto lineare, in cui il plot twist delle attrazioni che cominciano a malfunzionare e diventare pericolose per i Nuovi Arrivati non giunge di certo inaspettato.
Ma quello che rende speciale Westworld è il modo in cui questo accade, la lenta e inesorabile evoluzione degli eventi che si intreccia con oscuri fatti del passato di cui poco si sa e ancor meno si parla, e la lezione morale che si nasconde giusto sotto la superficie.

In questo, infatti, si vede la mano dell’autore originale della storia, lo stesso Michael Crichton che nel 1990 rivoluzionò la fantascienza pubblicando Jurassic Park e insegnando al mondo intero che giocare con le leggi della natura cercando di sostituirsi a Dio non è mai una buona idea.

westworld hopkins ford quote citazione dioLa stessa aspirazione all’onnipotenza e la stessa hybris tornano in Westworld, con la complicazione ulteriore che qui si cammina sul filo del rasoio tirando in ballo i delicati concetti di coscienza e umanità.
E ne è dolorosamente consapevole il creatore del parco Robert Ford, interpretato dal sempre eccezionale Anthony Hopkins, che già nel secondo episodio sembra preannunciare la tragedia imminente.

“You can’t play God without being acquainted with the Devil”
“Non ci si può sostituire a Dio senza venire a contatto con il Diavolo”

Robert Ford, Westworld 1×02 – Chestnut

Perché Westworld è bello da vedere, oltre che da capire

westworld dolores evan rachel wood castUno degli elementi del successo di Westworld, infatti, è sicuramente la scelta del cast che annovera diversi nomi celebri e le cui interpretazioni sono state curate meticolosamente.

Fatto curioso, infatti, è che la protagonista Evan Rachel Wood, interprete dell’Host Dolores, non ha mai ricevuto spiegazioni chiare riguardo la storia del proprio personaggio, ricevendo scena per scena indicazioni di recitazione molto diverse. Solo verso la fine delle riprese i pezzi si sono incastrati e ha capito di stare interpretando diverse personalità, ben cinque “modalità d’uso” dell’androide.

L’intero periodo delle riprese, in realtà, è stato ammantato da un velo di segretezza anche per gli addetti ai lavori, soggetti a una stretta politica need-to-know per evitare che trapelassero troppe informazioni alla stampa. Uno dei pochi ad aver avuto una visione d’insieme è proprio Anthony Hopkins, che ha ottenuto l’accesso a una versione più completa del copione perché potesse dare al proprio personaggio tutta la profondità e le sfumature necessarie.

Altro reparto che merita tutta la nostra ammirazione è quello visivo, a partire dalle accurate scenografie – che in diverse occasioni usano location “reali” come il Paramount Ranch in California o i paesaggi dello Utah che fanno da sfondo all’arrivo in treno dei Nuovi Arrivati – per finire con la computer grafica che accompagna molte scene.
Un esempio degno di nota è proprio la sigla di apertura di Westworld che, sulle note del compositore Ramin Djawadi (Game of Thrones, Iron Man), racchiude lo spirito dell’intera serie, l’estetica e la morale, diventando popolare come una delle opening più belle della televisione.

A proposito di musica, vale la pena tendere le orecchie per riconoscere le canzoni in sottofondo: molte di esse, soprattutto quelle suonate dal piano automatico al saloon, sono cover orchestrali o per pianoforte di celebri brani tra cui House of the Rising Sun” degli Animals, “Paint It Black” dei Rolling Stones e “No Surprises” dei Radiohead.

Insomma, se non fosse ancora chiaro Westworld è una visione assolutamente consigliata – che vi piaccia il distopico, il fantascientifico, il cervellotico o perfino il western – e anche se sarà esigente con la vostra attenzione, garantisco che ne vale la pena.

Nel frattempo, aspettate con me la seconda stagione con il countdown in homepage e fatemi sapere cosa pensate di questa serie nei commenti qui sotto.

 

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