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Violet Evergarden – Anime del Mese #1

violet evergarden

violet evergarden posterTitolo Violet Evergarden (ヴァイオレット・エヴァーガーデン Vaioretto Evāgāden)
Voto IMDb
8,4/10
Voto SeriEscape 8,5/10
Anno 2018 – presente
Canale Tokyo MX/Netflix
Durata episodi 25 min
Quante ore di vita ti toglierà questo anime? 6 ore
Genere Drama, Fantasy, Animation
Opera d’origine Light novel di Kana Akatsuki
Regia Taichi Ishidate
Sceneggiatura Reiko Yoshida
Studio di produzione Kyoto Animation
Musica Evan Call
Opening Sincerely – True
Ending Michishirube – Minori Chihara
Livello d’attenzione richiesto 4/5
Mood Bisognoso d’affetto, Alla ricerca del grande amore, Mi è entrato qualcosa nell’occhio, War never changes, Occhi grandi e divise scolastiche, A qualcuno piace steampunk, Stufo del secolo in cui vivo, I’ve got no strings on me
Trama In un paese che si sta lentamente riprendendo dopo una lunga guerra, una ex bambina soldato trova lavoro in una compagnia postale come “Auto Memory Doll”, mansione che consiste nel mettere su carta pensieri ed emozioni di clienti che non possono scrivere. Mentre impara a leggere l’animo altrui, cercherà anche di dare un significato alle ultime parole che il suo comandante le ha detto: “Ti amo”.

Un Anime al Mese → Aprile – Death Parade


Avete mai incontrato una di quelle storie che non siete proprio sicuri di aver capito appieno ma sapete per certo che vi rimarranno comunque nel cuore?
Se non avete in mente cosa intendo allora dovreste provare con Violet Evergarden.

violet evergarden light novelNato come serie di light novel scritte da Kana Akatsuki e illustrate da Akiko Takase nel 2015, l’anime della Kyoto Animation quest’anno ha trovato la sua strada verso gli schermi di tutto il mondo grazie alla collaborazione con Netflix che da gennaio lo trasmette in contemporanea con il Giappone.

Come dicevo, Violet Evergarden potrebbe lasciarvi spiazzati, a partire dall’ambientazione che esteticamente ricorda i primi del Novecento ma presenta elementi tecnologici estemporanei, futuristici direi, come le protesi della protagonista.
Perché Violet ne ha tante di cicatrici, la maggior parte delle quali invisibili, lasciate da un passato difficile.

La storia di Violet Evergarden

A spizzichi e bocconi con i flashback ricostruiamo la sua infanzia da orfana che, per motivi non meglio specificati, è finita ad essere addestrata come bambina-soldato, trasformandosi in una letale arma al servizio dell’esercito del paese di Leidenschaftlich – che in tedesco significa “appassionato”.

violet evergarden guerraEssere cresciuta senza conoscere altro che la guerra e la vita militare si riflette nella sua incapacità di sperimentare e riconoscere la normale gamma di emozioni umane, il che la rende di certo un soldato eccezionale ma la priva dell’empatia necessaria a relazionarsi con le altre persone.

Qualcosa inizia a cambiare dentro di lei quando viene posta sotto il comando del Maggiore Gilbert Bougainvillea, che per la prima volta la tratta come un essere umano e nel tempo diventa il punto di riferimento per Violet.
Finché, in un’azione decisiva della guerra, i due non rimangono feriti: lei perde entrambe le braccia, mentre del Maggiore, gravemente ferito, sappiamo che viene coinvolto nel crollo di un edificio e dichiarato morto.

Diventare una Auto Memory Doll

Qui inizia la storia vera e propria, con Violet che si risveglia in un letto d’ospedale con un paio di braccia metalliche nuove di zecca – e qui sta il fatto stupefacente che sono perfettamente funzionanti, come fossero degli arti veri, manco fossimo finiti all’improvviso un paio di secoli nel futuro – e, incapace di adattarsi a una vita al di fuori della guerra, viene affidata al commilitone Claudia Hodgins.

violet evergarden protesiDopo un tentativo fallito di farla adottare dalla famiglia Evergarden, l’ex Colonnello decide di prenderla sotto la sua ala e impiegarla nella compagnia postale che ha avviato, dove Violet rimane affascinata dalle Auto Memory Doll, le ragazze che su commissione viaggiano per tutto il paese scrivendo lettere per chi non è capace di leggere e scrivere.

Un compito delicato, soprattutto perché consiste perlopiù nel capire i sentimenti, anche e soprattutto quelli inespressi, dei clienti e metterli su carta.
Un’idea piuttosto aliena per qualcuno come Violet Evergarden, ma che a lei appare come un modo per comprendere le strane ultime parole del Maggiore: “Ti amo”.

Con questa tormentosa ricerca alla base, la protagonista comincia ad imparare il fragile equilibrio delle emozioni umane, interagendo di volta in volta con persone e vicende diverse che in modo sottile e mai scontato le insegnano i mille volti che l’amore può assumere.
Allo stesso tempo, essendo estremamente razionale – al limite del robotico – e non avvezza alle complicazioni dei sentimenti, Violet riesce a mettere nero su bianco con parole semplici quelli che per i suoi clienti sono pensieri caotici e tumultuosi che non sanno come esprimere, dimostrandoci come a volte siamo noi stessi a rendere le cose più difficili di quanto non siano realmente.

Gioie per gli occhi, per il cuore un po’ meno

Quello di Violet Evergarden è un percorso complicato che più di una volta è stato in grado di commuovermi e farmi salire le lacrime agli occhi.
Ecco, appunto, lacrime. Quindi se state cercando qualcosa di allegro, leggero e frizzante probabilmente avete sbagliato strada.

violet evergarden disegniSe invece stavate cercando una delizia per gli occhi, ben arrivati.
La qualità dei disegni di Violet Evergarden è infatti stupefacente, con una ricchezza di colori e dettagli davvero fuori dal comune, che riesce persino a dare l’illusione di luce più vivida che abbia mai trovato in un anime.
Anche i personaggi sono disegnati con uno stile più realistico del solito, senza i classici occhioni enormi e con una cura maggiore ai tratti e alla mimica facciale.

Il ritmo narrativo risulta lento – a volte quasi troppo -, soffermandosi a lungo su dettagli e dialoghi pensati per stupire in attimi di pura delizia estetica e piccoli, lapidari spunti di riflessione.
L’intera storia, in realtà, sembra faticare a mettersi in moto, lasciandoci con il dubbio se la meraviglia della realizzazione tecnica nasconda qualcosa d’incompiuto a livello di sceneggiatura o se invece siamo noi a non aver colto il vero punto, a non capire cosa le esperienze di Violet vogliano veramente dirci.

Insomma, non sappiamo esattamente dove Violet Evergarden voglia andare a parare o se la storia avrà un degno sviluppo, ma l’anime sa essere abbastanza toccante e ben realizzato da convincermi che valga la pena seguirlo.

 

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