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The Gifted

the gifted poster recensioneTitolo The Gifted
Voto IMDb 7,8/10
Voto SeriEscape 8,5/10
Anno 2017 – presente
Canale Fox
Durata episodi 45 min
Quante ore di vita ti toglierà questa serie? 10 ore
Genere Drama, Science-Fiction, Comics, Action
Attori Amy Acker, Stephen Moyer, Emma Dumont, Jamie Chung, Blair Redford
Creatore Matt Nix
Musica David Buckley, John Ottman
Paese USA
Lingua Inglese
Livello d’attenzione richiesto 3/5
Mood What if…?, “I fumetti sono le favole per gli adulti”, (You Gotta) Fight For Your Right, Un po’ di sana avventura, Giochi di specchi e abissi profondi, Da grandi poteri…, Mi è entrato qualcosa nell’occhio, Sotto il segno del pericolo, Crawl Out Through The Fallout, Baby
Trama Le vite di una ordinaria famiglia americana cambiano corso per sempre quando scoprono che i figli hanno sviluppato poteri mutanti e, quando la minaccia di un governo ostile costringe la famiglia a scappare per salvarsi, si uniscono a una rete sotterranea di mutanti. Insieme, il gruppo dovrà lottare per sopravvivere in un mondo in cui paura e incomprensione li pongono costantemente a rischio.


In questi anni in cui i supereroi, specialmente se targati Marvel – non me ne vogliano Flash e compari -, sono una scommessa sicura per creare un nuovo show televisivo, Fox non poteva restare in disparte a guardare e così ha estratto il proprio coniglio mutante dal cilindro e ci ha proposto The Gifted.
E qualcuno potrebbe dire che il povero roditore è in ostaggio e dovrebbe essere restituito alla sua famiglia che lo aspetta a zampe aperte, ma questa è una discussione per un altro giorno.

L’ingresso di The Gifted nell’X-Universe

the gifted blink gif pilot recensionePresentata fin da subito come una serie ambientata nell’universo complesso e ancora ricco di opportunità degli X-MenThe Gifted non perde tempo in futilità come spiegare cosa sono i mutanti o le traversie sociali e culturali che hanno subito nei decenni.

Fin dalla prima scena, anzi, ci troviamo subito catapultati in medias res con Clarice Fong aka Blink (Jamie Chung) in fuga dai Sentinel Services e soccorsa da altri mutanti, in uno scenario che risulta immediatamente comprensibile e familiare a chi ha avuto un minimo di contatto con i precedenti nove film del franchise.

Ma se vi aspettavate il Professor X o Wolverine spuntare dietro l’angolo, siete capitati nel posto sbagliato: degli X-Men che conosciamo e amiamo, infatti, non c’è traccia perché il creatore Matt Nix ha fatto la scelta rischiosa – brivido del nuovo vs conforto del conosciuto – di usare solo personaggi inediti che andranno scoperti da zero.

Le basi: personaggi e trama

A partire dai protagonisti, ossia la famiglia Strucker al gran completo.
Se il cognome vi suona familiare è perché l’avete già sentito usare in altre produzioni della Casa delle Idee, sia cinematografiche (Avengers 2: Age of Ultron) che televisive (Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D.), per indicare una famiglia il cui potere è vecchio di generazioni e non sempre è stato usato a fin di bene.

Qui riciclato in una nuova veste che non si connette ai riferimenti MCU, appartiene ad una tranquilla famigliola dei sobborghi americani composta da papà procuratore (Stephen Moyer), mamma infermiera (Amy Acker) e figli liceali (Natalie Alyn Lind e Percy Hynes White), che da un giorno all’altro si trova a fare i conti con la rivelazione che entrambi gli adolescenti sono mutanti.

the gifted cast personaggi mutantiE proprio da queste prime battute del pilot si comincia a intravedere una delle più grosse differenze che The Gifted ha rispetto ai suoi predecessori X-Men: i mutanti ora non sono più semplicemente guardati con diffidenza e tenuti lontani, ma apertamente cacciati dal governo – tramite una riedizione meno robotica e più umana delle Sentinelle – e costretti alla clandestinità.

Quando gli Strucker decidono di darsi alla macchia per proteggere i ragazzi entrano in contatto proprio con alcuni rappresentanti di questa rete sotterranea di “geneticamente dotati”, tra cui John Proudstar/Thunderbird (Blair Redford), Marcos Diaz/Eclipse (Sean Teale) e soprattutto la magnetica Lorna Dane/Polaris (Emma Dumont).

Un dramma familiare prima di tutto

E con queste premesse abbiamo già detto gran parte di quello che c’è da sapere su The Gifted.
La serie infatti beneficia di buone sequenze d’azione supportate dalla scelta di abilità “spettacolari al punto giusto” – che qui sta a significare il non strafare con effetti speciali non alla portata della produzione finendo per rovinare tutto – e si prende un po’ di tempo per esplorare la scienza dietro la magia, cercando di spiegare l’origine e il funzionamento dei vari poteri.
Che è sempre la parte migliore, vi sfido a contraddirmi.

the gifted strucker famiglia

Ma il vero focus dello show è sulle dinamiche familiari degli Strucker e della comunità che li accoglie, con le conseguenze emotive e psicologiche che simili cambiamenti e avvenimenti possono portare nelle vite di persone comuni, che mai avrebbero pensato di trovarsi in situazioni così estreme.

In questo senso, The Gifted nel suo complesso si dimostra ben pensata sul piano di analisi interiore e costruzione dei personaggi, nello specifico con il caso dell’agente Jace Turner, un antagonista che gioca per lo schieramento che dovremmo detestare ma per cui eppure ci troviamo a tratti a fare il tifo.
Non il mostro che ci aspettavamo, quindi, ma una personalità stratificata con cui possiamo empatizzare e da cui ricevere una preziosa lezione sui punti di vista e sul “mettersi nei panni altrui”.

La vera anima mutante di The Gifted

E se l’approfondimento psicologico non bastasse, la creatura di Matt Nix sfodera l’asso nella manica che ha fatto la fortuna degli X-Men fin dalla loro prima pubblicazione: l’etica.

Nello specifico parliamo di etica del diverso e morale della discriminazione, temi di cui i mutanti – diversi per definizione e pertanto marginalizzati, esclusi e perseguitati dalla società dei normali – si sono sempre fatti portatori attraverso la Storia dell’ultimo secolo, incarnando a volte la lotta contro il razzismo, a volte contro le discriminazioni per l’orientamento sessuale e così via.

the gifted discriminazione eticaNon è quindi certo un caso che guardare The Gifted, soprattutto nei mesi della messa in onda americana, ricordasse in modo inquietante – quel tipo di inquietante che ti fa sentire come se fosse solo satira e dovessi riderne, ma è troppo inquietante per non pensarci seriamente – il momento storico-politico che stavano attraversando gli Stati Uniti di Donald Trump.
Sebbene certe notizie siano un po’ sparite dai giornali nel 2018, ricordiamo che era il periodo del muro al confine col Messico e del divieto d’ingresso ai viaggiatori provenienti da alcuni Paesi mediorientali – tutte idee che fanno ben sperare per il futuro.

Come racconto anche nell’articolo di approfondimento La Minaccia Umana – The Gifted riesce a cogliere e traslare nella finzione il clima minaccioso e opprimente dei tempi, con il suo equivalente della caccia alle streghe e delle persecuzioni di massa, e all’improvviso si comincia a vedere una ragione più che valida dietro una delle scelte più discusse dello show.

Come si misura con le origini e i parenti “comics”?

the gifted fenris strucker costumiMolti, infatti, hanno criticato la totale assenza dei – vistosi – costumi tipicamente sfoggiati dai mutanti in missione e della conseguente mancanza di riferimenti visivi alle icone classiche dei fumetti.
Vale la pena far notare, però, che il costume è un outfit molto adatto a salvare il mondo ma tende a risultare abbastanza controproducente e ironicamente triste quando è la pelle dell’eroe stesso ad essere a rischio.

Voglio dire, sono una rete di mutanti clandestini: non ci aspettiamo davvero che vadano in giro con l’equivalente di un’insegna al neon lampeggiante sopra la testa, no?

Ma tranquilli, miei compari nerd, a The Gifted si ricordano ancora di essere figli di Mamma Marvel e soddisfano il nostro bisogno primordiale di continuity elargendo riferimenti e citazioni al più vasto universo mutante in svariate occasioni – ben più di quanto la coetanea Legion faccia.

Per concludere, The Gifted è una serie assolutamente consigliatissima per tutti – per l’intrattenimento easy, per la riflessione o magari solo perché Marvel – anche perché si approccia al genere supereroistico in modo nuovo per una serie tv.
Se ci pensate, infatti, gli show Marvel-Netflix (Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist) si concentrano sul conflitto interiore dell’eroe solitario; i programmi di ABC (Agents of S.H.I.E.L.D.Agent Carter Inhumans) si attengono ad uno storytelling più classico basato sull’avventura e l’azione; Legion convolve su se stessa nel suo eterno trip da LSD.

The Gifted porta invece per la prima volta nel panorama televisivo moderno il taglio narrativo più “umano” proprio delle storie sugli X-Men, anche grazie alla mano di Bryan Singer dietro le quinte che probabilmente ha aiutato lo show a non fare la stessa indesiderabile fine della contemporanea Inhumans.
E a conti fatti, non è che ci faccia rimpiangere davvero i film.

Perciò, se come me non vedete l’ora della seconda stagione, condividete con me i vostri pensieri sulla serie mentre date un’occhiata al countdown in homepage e magari anche all’articolo The Gifted: La Minaccia Umana.

 

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