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The Gifted: La Minaccia Umana

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The Gifted – qui la recensione – è l’ultima arrivata in casa Fox del fortunato franchise degli X-Men ed ha avuto un grandissimo successo di ascolti, specie se paragonata alla cugina Marvel’s Inhumans della ABC.

Di certo essere l’erede della più longeva serie di cinecomics mai girata – il Marvel Cinematic Universe ha ancora diverse candeline da spegnere per competere – aiuta, ma potrebbe non essere abbastanza da mantenere l’interesse degli spettatori, vista la mancanza di tutti i grandi nomi a cui siamo abituati. Ma proprio tutti.

the gifted x-menPer quanto attentamente possiate cercare, non troverete infatti traccia degli X-Men o della Confraternita, se non un fugace riferimento al fatto che si siano sciolti e i membri volatilizzati.
In effetti, stando allo showrunner Matt Nix, non è nemmeno sicuro che ci troviamo esattamente nello stesso universo, dato che Giorni Di Un Futuro Passato ha aperto la porta a possibili timeline alternative.
Sappiamo che i nostri eroi esistono, ma di certo non sono in zona e non verranno a risolvere la situazione.

Cos’è quindi che mi rende ogni settimana ansiosa per un nuovo episodio – io che senza Wolverine non riesco nemmeno a concepire l’esistenza dei mutanti – e ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo?

L’approccio, è la mia risposta

the gifted famiglia struckerDopo nove film esclusivamente incentrati sui mutanti, per la prima volta nell’inquadratura entrano gli umani, nel bene e nel male.
È da loro che la vicenda si dipana, da questa banale coppia di genitori con lavori altrettanto banali – lei infermiera, lui procuratore che si occupa di casi di mutanti, ma burocraticamente, non nel modo “interessante” in cui lo faceva il maggiore Stryker – che scoprono in una altrimenti normale serata che entrambi i propri figli hanno il gene X.

E a loro, più avanti nella serie, faranno da contraltare due genitori che la figlia l’hanno persa indirettamente a causa dei mutanti. Una tragedia che genera di certo compassione nello spettatore, ma viene distorta nel nucleo simbolico di quello che di negativo gli umani portano nel quadro: discriminazione, emarginazione, leggi repressive e centri di detenzione.

L’inevitabile (?) evoluzione della lotta per i mutanti

È qui, infatti, che si apprezza appieno il salto compiuto dai film a The Gifted: la battaglia per i diritti dei mutanti è stata combattuta ed è stata persa.
Per sei film – la trilogia di Wolverine si colloca un po’ al di fuori della questione – X-Men e Confraternita, Professor Xavier e Magneto, si sono confrontati più o meno civilmente sul modo migliore per essere riconosciuti e accettati dagli umani, ma senza mai andare oltre i primi passi di questo processo.

the gifted x-men idealismo diritti civiliEra l’idealismo che muoveva gli X-Men, il sogno di una pacifica e prospera integrazione con l’umanità, ragion per cui negli anni sono diventati simbolo di ogni lotta contro la discriminazione, razziale, sessuale, religiosa o di genere che sia.
Non è un caso, infatti, che nel mondo degli X-Men confessare alla propria famiglia di avere dei poteri suoni come un coming out e che i genitori si chiedano se questa condizione possa essere curata, come troppo a lungo si è sentito riguardo l’omosessualità.

In The Gifted vediamo cosa è venuto dopo, rendendolo un seguito se non ufficiale, almeno concettuale dei film.
In questo periodo storico di migrazioni, terrorismo e chiusura delle frontiere, non dovrebbe sorprendere che l’esito scelto di quella battaglia sia stata la sconfitta: gli umani hanno imposto le loro regole, i mutanti vengono rintracciati tramite test genetici e catturati al minimo uso dei propri poteri.
Perché non è illegale essere mutanti, quantomeno finché fai finta di non esserlo: in qualunque modo tu decida di usare i tuoi doni, che sia per fare del male, per difenderti o anche solo per incidente, i Sentinel Services verranno a bussare alla tua porta.

E sono così premurosi da offrire gratuitamente anche a voi la possibilità di compiere un test genetico per sapere se avete il gene X, basta visitare il sito SentinelServices.com.

Cosa resta dunque agli sconfitti? È finito il tempo dei loghi, delle organizzazioni con nomi fighi, delle scuole per ragazzi dotati.
È rimasta solo la resistenza, che non mira a niente di più del sopravvivere, il cui unico scopo è assicurare almeno la libertà di vivere una vita quasi normale al di fuori di una prigione. Il che significa, il più delle volte, emigrare dalla grande America “terra dei diritti” in Messico.
Quando si dice l’ironia.

The Gifted: chi è il più pericoloso?

Eppure questi umani cacciatori e persecutori sono qualcosa che se non possiamo accettare, possiamo quantomeno capire.
Sono mossi dalla paura, dal terrore della “minaccia mutante”: e chi non lo sarebbe se ci fosse una ragazza che può inserire falsi ricordi nella tua mente per manipolarti? Ma se questa ragazza, pur avendone la capacità, evitasse di farlo se non costretta perché consapevole della gravità di una simile intrusione? Tutt’a un tratto, darle la caccia non sembrerebbe più giustificabile.

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Ognuno di noi avrebbe la capacità di fare del male, ma finché ci asteniamo da esso a nessuno verrebbe in mente di imprigionarci per precauzione. Perché dunque a qualcuno con un potenziale maggiore ma ugualmente benintenzionato dovrebbe essere negato il beneficio del dubbio?

Paura dell’ignoto, suppongo, di poteri che non sapremmo come contrastare, ed ecco che si sente all’improvviso l’esigenza di leggi ad hoc per un ristretto gruppo di persone e di una forza di polizia dedicata alla caccia alle streghe.
Perché le Sentinelle, in The Gifted, non sono i robottoni che abbiamo visto in Giorni Di Un Futuro Passato: suonerebbero troppo fantascientifici, allontanando lo spettatore dalla percezione attuale e realistica del tema di fondo.
Vengono invece rivisitate nei Sentinel Services, costituiti da comuni umani, con motivazioni comprensibili, che sono i cattivi della storia senza essere mostri.

the gifted visione conflitti forza danniMi torna in mente come Visione avesse saggiamente fatto notare in Captain America 3: Civil War che il proliferare di individui “potenti” genera conflitti e che questi stessi poteri aumentano la scala dei danni che questi scontri comportano, in una escalation di catastrofi.
In effetti, come il pilot della serie ricorda, un – purtroppo – comune atto di bullismo scolastico può al massimo danneggiare qualche oggetto o mobile, ma un mutante che perde il controllo può far crollare un intero edificio.
Certo che da qui alla detenzione preventiva ce ne corre.

E voi cosa ne dite? Credete che The Gifted stia degnamente portando avanti l’eredità degli X-Men? Cosa ne pensate della reazione dell’umanità ai mutanti?
Fatemi sapere nei vostri commenti!

Ah, e già che ci siamo vi rinnovo il mio invito a dare un’occhiata alla recensione di SeriEscape, nonché al countdown in homepage che conta i giorni mancanti alla seconda stagione.

 

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