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Salvation

salvation trama recensione

salvation poster recensione tramaTitolo Salvation
Voto IMDb 
7/10
Voto SeriEscape 7/10
Anno 2017 – presente
Canale CBS
Durata episodi 45 min
Quante ore di vita ti toglierà questa serie? 20 ore
Genere Drama, Science-Fiction, Thriller
Attori Charlie Rowe, Santiago Cabrera, Jennifer Finnigan, Ian Anthony Dale, Jacqueline Byers
Creatore Elizabeth Kruger, Craig Shapiro, Christina M. Walker
Musica John Paesano
Paese USA
Lingua Inglese
Livello d’attenzione richiesto 2/5
Mood Questa pianeta mi sta stretto, Un po’ di sana avventura, Pensare troppo fa male, What if…?, Crawl Out Through The Fallout, Baby
Trama Quando Liam Cole, studente al MIT, scopre che un asteroide precipiterà sulla Terra entro sei mesi non può che riferirlo al governo, il quale però non sembra all’altezza della situazione. Non resta che rivolgersi allora al genio miliardario Darius Tanz per cercare un modo di scongiurare la catastrofe prima che sia troppo tardi.


Alzate la mano se non avete mai guardato uno di quei bei filmoni catastrofici – di quelli con eruzioni, imminenti apocalissi ed extinction-level events in cui uno sparuto gruppo di scienziati e insolitamente lungimiranti funzionari governativi si fa in quattro per trovare una soluzione che salvi capre e cavoli all’ultimo secondo.
Ma soprattutto alzate la mano se avete il coraggio di ammettere che – non importa quanto discutibili la trama o la recitazione o gli effetti speciali – ve lo siete goduto genuinamente come una sorta di guilty pleasure, in barba alla qualità non sempre eccelsa.
Ecco, se fate parte di questo club allora potrete felicemente godervi Salvation.

A quale catastrofe stiamo andando incontro con Salvation?

salvation deep impact asteroideCapiamoci, il genere catastrofico non è solo ed esclusivamente film tv di dubbia serietà: annovera infatti titoli importanti ed apprezzati come The Day After Tomorrow o The Core o 2012, ma anche Armageddon Deep Impact.

E proprio questi ultimi due titoli sono da ricordare perché la serie fantascientifica che ha esordito su CBS nell’estate del 2017 ha in comune con essi il tipo di catastrofe da affrontare: un gran bel sassolino spaziale in rotta di collisione con la Terra – nello specifico il Nord America, mi pare ovvio – a soli 186 giorni di distanza.

Ad accorgersene è Liam Cole, brillante ma un po’ sfigatello studente del MIT, tramite un programma di analisi di oggetti spaziali di sua invenzione, ma quando porta la sua scoperta ai piani alti scopre che il governo americano ne è già al corrente e sta lavorando con scarsi risultati a una soluzione.

La svolta sembra arrivare con il coinvolgimento del magnate e genio della tecnologia Darius Tanz – un palese richiamo a Elon Musk, pure nel suo interesse verso il pianeta rosso – che offre una soluzione semplice quanto efficace per allontanare l’asteroide dall’orbita terrestre senza colpo ferire: niente trivellatori petroliferi e testate nucleari stile Armageddon, questa volta.

Piccolo dettaglio trascurabile: la tecnologia per mettere in atto questo piano non esiste ancora e deve essere inventata in tempo utile per inviarla nello spazio fintanto che il meteorite è ancora lontano.

Ecco che con questo espediente viene giustificata l’estensione di Salvation dallo standard filmico a quello televisivo, inserendo intoppi e sottotrame che dilatino la narrazione solitamente serrata e piena di azione del genere catastrofico verso una costruita più gradualmente, tra suspense e caratterizzazione dei personaggi, adatta a un formato in tredici episodi.

L’esperimento è riuscito? Sì e no.

Partiamo dai “perché no”

salvation cast

Photo: Sven Frenzel/CBS

Come appare probabilmente ovvio da quello che avete appena letto, la storia di Salvation non si presenta esattamente come una rivoluzione del genere.
Voglio dire, originalità portami via: un paio di scienziati, quello un po’ nerd e imbranato e il genio eccentrico e carismatico, fanno la grande scoperta ma il governo ottuso non sembra voler ascoltare ciò che hanno da dire, con l’eccezione della funzionaria di mente aperta e cuore d’oro che li appoggia.
No, non siete i soli a cui sembra già sentito.

Se poi passiamo alla recitazione allora potremmo avere qualcosa da ridire sulle performance di alcuni attori – in primo luogo Charlie Rowe (Liam Cole) e Jaqueline Byers (la sua nuova fiamma/grande amore per la fine del mondo Jillian Hayes) – che non riescono a convincere del tutto con interpretazioni piuttosto piatte, decisamente sottotono vista l’apocalisse incombente sullo sfondo.
Va comunque detto che altri attori, soprattutto Jennifer Finnigan nei panni di Grace Barrows e Ian Anthony Dale come il suo capo al Pentagono, si difendono bene offrendo discrete prove attoriali mentre dal cileno Santiago Cabrera – ex di MerlinHeroes – ci si poteva aspettare qualcosa di più.

Ed ora i “perché sì”

Uno dei problemi che i film del settore sembrano accusare di più è la scarsità di spazio concessa alla caratterizzazione dei personaggi e ai perché e percome tecnici di quello che vediamo e Salvation si sforza di riempire questo buco narrativo.

A differenza della maggior parte dei suoi parenti cinematografici, infatti, la serie di CBS gode di un vasto approfondimento delle vicende private dei protagonisti, tra relazioni, triangoli amorosi e complicate dinamiche familiari che offrono uno scorcio di quella che potrebbe diventare la vita quotidiana per chi porta il fardello della conoscenza dell’imminente catastrofe e si trova in mezzo ai – è proprio il caso di dirlo – beati ignoranti.

salvation darius ologramma

Altro aspetto da non sottovalutare è la qualità fantascientifica del tutto: in altre parole, il realismo.
Va bene, siamo distanti mille anni luce dai livelli di The Expanse – per capire che intendo eccovi i link alla serie di articoli sui dettagli biologici, sociali e fisici che rendono quest’ultimo uno show di altissimo livello – ma rispetto ad altre catastrofi viste sul nostro schermo, quantomeno Salvation dimostra interesse verso il fatto scientifico.

Complice il tempo a disposizione, infatti, la ricerca di tecnologie e soluzioni non viene relegata al mero tecno-blabla appena prima della sequenza d’azione mozzafiato.
Diventa invece punto focale della storia, consumando buona parte degli episodi in un’altalena di prove-fallimenti-riprove-successi che, se da un lato servono a mantenere la suspense da una settimana all’altra, dall’altro suonano piacevolmente più credibili della solita soluzione estratta magicamente dal cilindro che risolve tutto al primo tentativo.

Infine, l’ultimo ingrediente aggiunto a speziare la ricetta è la sottotrama complottista, tra attentati, esperimenti moralmente discutibili insabbiati e tensioni tra superpotenze nucleari. Che, come dicevamo all’inizio sul catastrofismo, potreste non volerlo ammettere ma attira sempre.

Dulcis in fundo, il bilancio

salvation liam recensione

Traendone le conclusioni, quello che posso dire di Salvation è che si tratta di una serie che si guarda con piacere nonostante qualche carenza di scrittura e riesce nel non necessariamente facile compito di rendere interessanti delle storyline decisamente prevedibili – ma in fondo di successo, visto che il genere prospera imperterrito da decenni.

Tuttavia, se in questi anni d’oro del prodotto seriale e di riscoperta della fantascienza pensavate di trovarvi davanti alla nobilitazione dell’americanata catastrofista, devo purtroppo avvertirvi che le vostre aspettative sono decisamente troppo alte e non potranno che essere deluse.

Se invece sapete accontentarvi dell’intrattenimento fine a se stesso o siete semplicemente in cerca di un modo tranquillo e divertente per passare 45 minuti senza impegni, Salvation sa facilmente lasciarsi guardare.

E voi l’avete già vista? La seguirete anche nella sua seconda stagione in partenza il prossimo 26 giugno?

 

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