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Come Outlander insegna la Scozia agli scozzesi

outlander

Credereste mai, o voi fan di Outlander, che nella Scozia del 2017 buona parte della popolazione non sappia chi sia Charles Stuart? O che il gaelico stia scomparendo? O ancora che gran parte della storia e delle tradizioni dei clan sia stata dimenticata?

outlander invernessBeh, non l’avrei mai creduto neanch’io. Anche se è passato un po’ di tempo dalla mia ultima rilettura del primo libro, ricordo come la Scozia degli anni Quaranta raccontata da Diana Gabaldon sia per certi versi bloccata nel passato, ancora nel rimpianto del Bonnie Prince Charlie, ancora sprezzante e a tratti astiosa verso gli inglesi.

Di certo è passato qualche decennio anche da quello scenario, ma il quadro che ne avevo tratto era quello di un popolo fiero, orgoglioso e saldamente ancorato alle proprie radici.
E lo sono di certo, ma forse non nel modo in cui crediamo.
Infatti, un breve viaggetto su Internet mi ha fatto scoprire qual è stata la reazione di molti scozzesi alla serie tv: orgoglio e stupore.

L’orgoglio per la propria terra

Il primo è facile da comprendere: una storia appassionante che vanta un agguerrito seguito di fan in tutto il mondo, che racconta dei “bei tempi andati” prima della definitiva sottomissione alla Corona, trasposta in una serie tv girata in gran parte in meravigliose location in Scozia con molti attori scozzesi. Il che ha portato a un grandissimo incremento del turismo internazionale: 175mila visite alla pagina dedicata ai luoghi della serie su VisitScotland.com, vi sembrano poche?

Il secondo, d’altro canto, sorprende me.
L’ho scoperto tramite uno youtuber scozzese, Shaun, e incredula mi sono data alle ricerche.

Lo stupore per le proprie radici

Ebbene sì, Outlander ha insegnato la storia della rivolta giacobita non solo a noi ignoranti stranieri, ma persino ai discendenti di coloro che l’hanno vissuta.
Sembra in effetti che si tratti di un capitolo quasi ignorato nei libri di scuola e, mentre ogni bravo scozzese cresce sentendo raccontare di William Wallace – per noi comuni mortali è il tizio che mostra il sedere in Braveheart – e della battaglia di Bannockburn – anno 1314, non esattamente Storia moderna -, ben poco invece si parla del non-così-antico Bonnie Prince Charlie e forse ancor meno si conosce riguardo la storia e le tradizioni dei clan.

outlander cullodenSi direbbe che quando Diana Gabaldon scrive che a Culloden non sono morti solo gli uomini, ma anche la società e lo stile di vita delle Highlands, abbia pienamente ragione.
Dopo quel giorno, infatti, fu proibito indossare il kilt e il tartan, suonare le cornamuse e parlare il gaelico, tutte azioni volte a minare lo spirito patriottico eliminando quelli che erano i segni distintivi della loro identità come popolo indipendente, affinché mai più decidessero di ribellarsi alla Corona.

È un peccato riconoscere che sia stata un’operazione ben riuscita, oggi tramite l’educazione come allora con la repressione violenta, se veramente le nuove generazioni hanno perso così tanto del loro retroterra culturale. Sapete, quando si dice che la Storia è scritta dai vincitori.

Ciò che invece è stato davvero piacevole scoprire è come l’aver visto Outlander, nonostante il suo essere comunque una versione romanzata e non del tutto fatto storico, abbia acceso una “scintilla di interesse”, per citare Shaun, in molti scozzesi verso quella parte trascurata della loro storia.

Abbastanza interesse, in effetti, da avere il potenziale di suscitare un cambio di prospettiva anche dal punto di vista politico, come pare abbia intuito anche il governo inglese.

L’occulta influenza di Outlander

Secondo quanto rivelato da Wikileaks sembrerebbe infatti che il motivo per cui Outlander sia andato in onda nel Regno Unito con mesi di ritardo rispetto al resto del mondo sia da ricercare in un incontro tra l’allora premier Cameron e i vertici della Sony dieci settimane prima del referendum per la secessione della Scozia del 18 settembre 2014, in cui si ipotizzava che la trasmissione dello show alla vigilia della votazione – la première era il 10 agosto – potesse influenzarne l’esito.

Personalmente non credo che Outlander da solo avesse il potere di cambiare le sorti di quel referendum, anche se mi piace pensare che possa aver in qualche misura risvegliato un po’ di orgoglio nazionale. E che quest’ultimo, ora che la situazione è cambiata radicalmente a causa della Brexit, possa tornare utile se mai si decidesse di ritentare la via dell’indipendenza.

E voi cosa ne pensate? Credevate anche voi che gli scozzesi stessero ancora rimuginando sui fatti di quasi trecento anni fa? Qualcuno di voi è stato in Scozia e ha colto in prima persona il clima e le opinioni al riguardo?
Fatemi sapere nei vostri commenti e leggete la mia recensione.

 

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