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My Little Monster – Un Anime al Mese #4

my little monster shizuku haru recensione

my little monster cover poster locandina recensione trama animeTitolo My Little Monster (となりの怪物くん Tonari no Kaibutsu-kun)
Voto IMDb
7,5/10
Voto AnimeClick 6,5/10
Voto SeriEscape 7,5/10
Anno 2012
Canale TV Tokyo
Durata episodi 25 min
Quante ore di vita ti toglierà questo anime? 6 ore
Genere Comedy, Romance, Animation
Opera d’origine Manga di Robico
Regia Hiro Kaburaki
Sceneggiatura Noboru Takagi
Studio di produzione Brain’s Base
Musica Masato Nakayama
Opening Q&A Recital! – Haruka Tomatsu
Ending White Wishes – 9nine
Livello d’attenzione richiesto 3/5
Mood Occhi grandi e divise scolastiche, Bisognoso d’affetto, Alla ricerca del grande amore, Ridi che ti fa bene
Trama Consegnare i compiti al rissaiolo assenteista Yoshida Haru sembra un compito ingrato per la glaciale Mizutani Shizuku, talmente concentrata sul proprio rendimento scolastico da ignorare i compagni di classe ed evitare la vita sociale. Ma qualcosa comincia a cambiare quando Haru le confessa su due piedi di amarla e comincia a seguirla ovunque.

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Era la primavera del 2015 quando mi imbattei per la prima volta in My Little Monster, anime non più nuovissimo ma che ho appena scoperto – udite udite – essere stato trasformato in film live-action proprio in questo 2018 (qui il trailer).

my little monster film live action trailer

Clicca per il trailer del film

Grazie alla scintilla accesa da questa scoperta mi sono trovata a ripensare alla storia di Shizuku e Haru, decidendo di farne l’oggetto di questo nuovo Un Anime al Mese.

Il concetto di base non potrebbe essere più classico: uno shojo sentimentale, ambientato al liceo, con due ragazzi che si incontrano e scontrano mentre scoprono i propri sentimenti l’uno per l’altro tra situazioni imbarazzanti e bizzarre.
Ma qui finisce tutto il classico che c’era, perché la storia raccontata da My Little Monster ha due protagonisti veramente atipici.

My Little Monster: i protagonisti

Prima le signore: quante protagoniste di manga/anime corrispondono al tipo della ragazza carina ma tremendamente timida che deve essere strappata a forza dal suo guscio? Tante, lo so.
E tra coloro che così non sono, quante fanno parte della categoria “bellissime e solari ma un po’ pazze”? Quasi tutte, direi.

Mizutani Shizuku a tal proposito si presenta come una vera novità, col suo non essere esattamente l’incarnazione del kawaii.
È una ragazza d’aspetto ordinario – quasi sciatto visto il disinteresse che dimostra per l’apparenza estetica – che si isola dagli altri non per timidezza ma per aver messo in cima alle proprie priorità lo studio e l’eccellenza scolastica, per i quali amici e compagni sono solo distrazioni.

La sua controparte maschile, Yoshida Haru, è invece isolato dai coetanei per la sua indole violenta che gli ha procurato una sospensione il primo giorno di scuola, a seguito della quale non ha più voluto riprendere le lezioni.

my little monster dichiarazione haru shizuku gifProprio questa situazione è la scusa per unire i due, quando un’insegnante costringe Shizuku a consegnare i compiti a casa ad Haru.
Un primo incontro a dir poco peculiare, soprattutto quando ci si rende conto che il ragazzo in realtà non ha la più pallida idea di come relazionarsi con gli altri ed è lui stesso la prima vittima del suo carattere un po’ troppo focoso, tanto da dichiararsi al primo episodio.

My Little Monster: il tema

Dopo queste righe comincia ad apparire evidente quale voglia essere il tema portante della storia, il filo che accomuna e lega insieme due personaggi e due caratteri che insieme non si capisce come possano stare, ossia la solitudine.
Mostrata in ogni suo aspetto – da quella ricercata di proposito a quella imposta dalle incomprensioni, dalle prigioni costruite con l’orgoglio e la superbia a quelle fatte di timidezza e paura del giudizio altrui -, è un concetto pervasivo in My Little Monster e viene proposto fin dai primi episodi in modo deciso e senza troppi filtri.

Un problema di sceneggiatura (?)

Con premesse così interessanti viene tuttavia spontaneo chiedersi come mai i giudizi su questo anime siano così critici e, pur non condividendoli appieno nella loro estensione negativa, sono costretta ad ammettere che My Little Monster ha un difetto non da poco sul piano della scrittura.

Mentre infatti i primi episodi partono bene – più che bene – conquistando l’interesse dallo spettatore, la trama sembra fermarsi alle sue prime battute perdendo in breve tempo di originalità e mordente.

my little monster personaggi recensione

Si ha quindi l’impressione di qualcosa d’incompiuto, come se dopo un inizio frizzante e inusuale ci si sia adagiati nel comodo meccanismo del tira e molla tra i due protagonisti, abbandonando binari che avrebbero potuto portare a mete davvero affascinanti per fermarsi invece alla prima stazione.

– Perdonate la metafora ferroviaria ma scrivo questo articolo aspettando il treno a Milano Centrale, rintanata nel piccolo mondo munito di sedie e tavolo della Feltrinelli. Devo essermi lasciata influenzare un po’ dall’ambiente. –

O di sviluppo dei personaggi (?)

Allo stesso modo i protagonisti sembrano maturare solo superficialmente mentre ad un livello più profondo rimangono ancorati ai propri sé originali, arrivando al limite dell’irritante e mancando l’opportunità di mostrare una vera crescita psicologica.
In effetti paiono girare in tondo intorno ai propri sentimenti per la maggior parte del tempo, esplorando le personalità sotto diverse e numerose sfaccettature ma senza giungere a una soluzione o a un progresso tangibile.

A dirla tutta, questa costruzione del rapporto è talmente accentuata – rimarcata anche dalle vicende non banali dei personaggi di contorno, insolitamente ben scritti e sviluppati e che avrebbero meritato più spazio – che sorge il ragionevole dubbio che sia tutto voluto.

Le dinamiche del primo batticuore

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Il continuo trovarsi e perdersi, avvicinarsi e allontanarsi tra Shizuku e Haru sembra infatti non portare da nessuna parte, vanificando lo scopo che My Little Monster dovrebbe avere come storia d’amore lasciandoci in una sorta di limbo privo di degna conclusione.
Eppure resta affascinante da vedere, forse perché più di tante altre trame sembra avvicinarsi ad un sentire più realistico.

Parliamo in fin dei conti del primo amore tra due adolescenti che hanno finora avuto ben poca esperienza di interazioni umane.
Ci si aspetta pertanto che sia rapido e fulminante e assoluto, ma quello su cui l’anime si concentra è il momento in cui subentrano dubbi e insicurezze – e soprattutto il collidere tra il proprio modo di essere come individuo e i nuovi sentimenti che non si sa come gestire – a far traballare la relazione e tornare ancora e ancora sui propri passi.
Insomma, ditemi ora se non vi è mai capitato di sentirvi così.

Volendo tirare le somme, quindi, posso dire che My Little Monster vale le sei ore scarse che impiegherete a vederlo, anche grazie alla buona qualità delle animazioni e ai disegni precisi e dai colori brillanti che allietano l’occhio.
Per apprezzarlo davvero, però, occorre un’avvertenza: non guardatelo aspettandovi la storia d’amore compiuta con inizio-svolgimento-lieto fine perché rimarrete facilmente delusi disorientati.
Avvicinatelo invece con lo spirito del genere slice of life e potreste invece accorgervi che il prodotto è ben pensato e sta cercando di aprire una porta con la targa “Nostalgia” affacciata sui tempi dei nostri primi batticuori.

 

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