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Marvel’s Iron Fist

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iron fist marvel cover poster locandinaTitolo Marvel’s Iron Fist
Voto IMDb 
6,7/10
Voto SeriEscape 7,5/10
Anno 2017 – presente
Canale Netflix
Durata episodi 55 min
Quante ore di vita ti toglierà questa serie? 22 ore
Genere Drama, Action, Crime, Fantasy
Attori Finn Jones, Jessica Henwick, Rosario Dawson, Jessica Stroup, David Wenham
Creatore Scott Buck
Musica Trevor Morris
Paese USA
Lingua Inglese
Livello d’attenzione richiesto 3/5
Mood “I fumetti sono le favole per gli adulti”, Un po’ di sana avventura, Bambini ancora una volta, Da grandi poteri…
Trama Danny Rand, ragazzino milionario miracolosamente scampato ad un incidente aereo, viene salvato da una misteriosa comunità di monaci tra le montagne dell’Himalaya e una volta adulto decide di tornare nella natia New York per reclamare indietro la propria vita, ritrovandosi invischiato con persone e affari pericolosi che richiederanno l’uso delle tecniche mistiche apprese nel monastero di K’un Lun.


Ormai vicini all’uscita della seconda stagione è giunto il momento per SeriEscape di recensire anche l’ultimo dei quattro Defenders, quell’Iron Fist di cui si è detto peste e corna fin dal primo minuto e che ha lasciato tanti con l’amaro in bocca.

In effetti la storia di Danny Rand, con il suo background di arti marziali e misticismo appresi nell’infanzia passata dietro i cancelli invalicabili dell’eterea K’un Lun – città perduta racchiusa in una dimensione parallela -, avrebbe di per sé una discreta attrattiva che potrebbe perfino risultare potenziata dal trasportare una narrativa così tipicamente orientale nell’ambiente fortemente urbano e occidentalizzato che è New York.

Ma perché Marvel’s Iron Fist proprio non piace?

Premettendo che a me in realtà è risultato abbastanza gradito, non posso non ammettere che ci siano degli obiettivi difetti in svariati aspetti della serie che l’hanno probabilmente resa la meno riuscita fra le quattro del Marvel-Netflix Universe.
Cos’è quindi che la differenzia così tanto dalle sue sorelle?

iron fist marvel k'un lun monacoBeh, cominciamo col dire che parte svantaggiata già per la scelta del soggetto: Iron Fist non gode esattamente della fama di personaggio “figo” – a differenza di un Daredevil, tanto per fare un esempio.

In più di un’occasione, anzi, mi è capitato di sentirne parlare un po’ come di una barzelletta di supereroe, forse per la scelta di abilità piuttosto estranee al contesto occidentale che faticano ad essere prese sul serio e diventano pregiudizievoli nel paragone con i colleghi tendenzialmente più fantascientifici e meno mistici.

Inoltre – ma tenete a mente che parla una che dei supereroi guarderebbe anche solo le origin story – come stagione introduttiva risulta decisamente carente sul piano della backstory di Iron Fist: poco o niente viene infatti spiegato su K’un Lun e sui poteri dell’Iron Fist.

Riesco a immaginare che sia una scelta in qualche misura voluta per alimentare l’alone di mistero – che sembrerebbe doversi finalmente svelare in questa prossima stagione -, ritardando la scoperta delle origini come è stato fatto con Marvel’s Jessica Jones la quale è partita in medias res usando poi la seconda serie di episodi per portare alla luce il passato.
Tuttavia qualche briciola in più avrebbero potuto spargerla, giusto per non lasciarci con la fastidiosa sensazione che questi fantasmagorici poteri siano caduti in grembo a Danny Rand un po’ come la manna dal cielo.

Un problema di identità (?)

Il più grande difetto che si può ascrivere a Marvel’s Iron Fist, però, sono convinta che sia la mancanza di un forte tema portante che era invece stata la forza delle tre serie precedenti.
Nella vicenda di Danny Rand, infatti, si fatica a visualizzare una grande idea di fondo, un concetto che diventi fondante per l’identità dell’eroe come il trauma era per Jessica Jones o la comunità di Harlem in Marvel’s Luke Cage.

iron fist marvel potere gif

Per assurdo, in effetti, potremmo dire che il motore che guida Iron Fist potrebbe essere proprio la ricerca di un ideale da fare proprio o di un archetipo cui appartenere, specialmente dopo aver voltato le spalle al mondo che l’ha cresciuto per tornare a quello in cui è nato ma a cui ora è del tutto alieno.

Una volta analizzata la storia sotto quest’ottica in effetti diventa quasi inevitabile una rivalutazione, rendendosi conto che probabilmente dei quattro eroi Netflix Iron Fist è quello che ci mostra il più grande percorso di crescita personale attraverso la sua serie e poi in Marvel’s The Defenders.

Mentre infatti gli altri tre tendono a restare più coerenti a loro stessi, nel bene o nel male, possiamo apprezzare sensibilmente la trasformazione di Danny Rand dal ragazzino potente ma immaturo che torna a piedi scalzi a New York, pieno di rabbia malcelata, al giovane che comincia a comprendere la vera portata delle proprie capacità e soprattutto delle responsabilità che ne conseguono.

Perché invece a me è piaciuto

Completata la parata dei “perché no” non resta quindi che girare la medaglia per vederne l’altro lato, già arricchito dal notare che forse sotto l’apparenza da scemo del villaggio c’è un personaggio scritto meglio di quanto si direbbe.

Innanzitutto diciamo che, con buona pace di chi l’ha mollato dopo i primi episodi lamentando una trama noiosa e poco incisiva, gli episodi della seconda metà di stagione di Marvel’s Iron Fist mostrano un deciso miglioramento a livello narrativo, con una buona dose di azione e l’approfondimento delle storie della famiglia Meachum e di Colleen Wing.
Tradotto: non è una palla mortale come qualcuno vi ha raccontato.

iron fist marvel madame gao

Inoltre – e anche questo è un mio personalissimo parere – ho trovato estremamente soddisfacente il ritorno sulla scena di Madame Gao, l’inquietantissima vecchina capo della malavita cinese che già avevamo avuto modo di apprezzare in Marvel’s Daredevil.

Mentre infatti nel lontano 2015 non poteva che rimanere nell’ombra del magnetico Wilson Fisk/Kingpin di Vincent D’Onofrio, in questa sua nuova apparizione si dimostra uno dei villain meglio riusciti e più interessanti del filone – battendo anche il titolare Harold Meachum, che non sfrutta appieno il suo potenziale – con la sua visione estremamente realista e pragmatica che contrasta con le tendenze di grandeur e ambizione sfrenata di tanti altri cattivi.

È una questione di completezza, insomma!

iron fist marvel defenders ascensore

In sintesi mi sento di dire che, anche se forse non è al livello delle altre, Marvel’s Iron Fist vale la pena di essere visto – non fosse altro che per completezza del progetto del MNU, visti i continui intrecci e prestiti di personaggi che si stanno costruendo una stagione dopo l’altra.
Forse potrei raccomandare un filino di attenzione in più durante la visione, per evitare di fermarsi a quella prima impressione superficiale che ha deluso tanti e riuscire ad apprezzare quello che di veramente valido ha da offrire.

Per saperne di più sul Marvel-Netflix Universe vi raccomando le recensioni di Marvel’s Jessica JonesMarvel’s Luke Cage – a breve anche quelle su Marvel’s Daredevil Marvel’s The Defenders – e vi aspetto con me per fare il conto alla rovescia per la seconda stagione.

Nel frattempo, se avete un amico che è tra coloro che ha visto solo i primi episodi e vi ha poi caldamente raccomandato di non guardare Marvel’s Iron Fist, perché non condividere con lui questa recensione e vedere se è disposto a riprovarci?

 

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