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Death Parade – Un Anime al Mese #2

death parade giochi recensione anime

death parade cover recensione locandinaTitolo Death Parade (デス・パレード Desu Parēdo)
Voto IMDb
8/10
Voto SeriEscape 9/10
Anno 2015
Canale NTV
Durata episodi 25 min
Quante ore di vita ti toglierà questo anime? 6 ore
Genere Drama, Mystery, Suspense, Thriller, Animation
Opera d’origine Short movie di Yuzuru Tachikawa, Death Billiards (デス・ビリヤード Desu Biriyādo)
Regia Yuzuru Tachikawa
Sceneggiatura Yuzuru Tachikawa
Studio di produzione Madhouse
Musica Yuki Hayashi
Opening Flyers – Bradio
Ending Last Theater – NoisyCell
Livello d’attenzione richiesto 4,5/5
Mood Mi è entrato qualcosa nell’occhio, Giochi di specchi e abissi profondi, Occhi grandi e divise scolastiche
Trama Due persone escono da due ascensori ritrovandosi al Quindecim, un bar dove li attende solo un misterioso e silenzioso cameriere: non sanno dove si trovano, perché sono lì e non riescono a ricordare come hanno fatto ad arrivarci. Ma le cose prendono una piega ancora più strana quando il barista Decim li obbliga a prendere parte a un gioco da cui uno solo potrà uscire vincitore e che deciderà quale fato li attende dopo la morte.

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Correva l’anno 2013 e all’Anime Mirai, un progetto giapponese per la formazione di giovani animatori, Yuzuru Tachikawa presentava un corto intitolato Death Billiards, guadagnandosi i fondi per trasformarlo in una serie di 12 episodi intitolata Death Parade.

Uscito nel 2015, è diventato presto uno degli anime più apprezzati degli ultimi anni, tanto da essere acquistato dal distributore italiano Dynit che l’ha poi trasmesso in collaborazione con la piattaforma streaming VVVVID.

Conquistata fin dal primo episodio

Dopo averne visto qualche scena di sfuggita sul computer di un amico, mi è bastato leggere la sinossi di Death Parade per decidere che sarebbe stato il prossimo anime sulla mia lista.
D’altronde come non si può restare affascinati quando ci si para davanti uno strano limbo dalla forma di un bar lussuoso in cui un enigmatico barista costringe i due avventori di turno a giocare a freccette per salvarsi la vita?

death parade quindecimProprio così comincia infatti il primo episodio: da due ascensori, contrassegnati dalle maschere teatrali di un’angelica geisha e di un demone, esce una coppia che non riesce a ricordare come sia arrivata in questo bar deserto.
Ad accoglierli c’è solo l’impassibile Decim, gestore del locale, che li obbliga a partecipare ad un gioco scelto casualmente lasciando intendere che perdere o cercare di sottrarsi sono scelte che potrebbero avere conseguenze letali.

Scopriamo presto che i due sono in realtà già morti e che si trovano in una sorta di limbo destinato alle persone morte nello stesso momento – insieme o meno. Strutturato su numerosi livelli, a ogni piano corrisponde un locale diverso, i cui baristi hanno il compito di mettere alla prova e giudicare le anime a loro sottoposte, per destinarle alla reincarnazione o all’oblio eterno.

Il modo in cui questi moderni Osiride o Minosse determinano il loro verdetto è appunto con giochi banali – come le freccette, il biliardo o l’hockey da tavolo – tramite i quali osservano i comportamenti dei “clienti” sotto pressione mentre i ricordi delle loro vite cominciano a riaffiorare e si dispiegano davanti ai nostri occhi.

Cosa saremmo capaci di fare

death parade freccette darts giochiÈ così che Death Parade sfrutta la sua struttura ripetitiva per focalizzarsi su questa parata di storie di vita e tematiche estremamente diverse fra loro, spesso tragiche e delicate, nonché le diverse sfaccettature della morte: non dovrebbe sorprendere che l’idea della fine venga affrontata in modo differente dall’anziano che ha vissuto appieno, dallo sfortunato coinvolto di un incidente o dalla vittima di un gesto efferato.

Ma quello che l’anime riesce a mostrare è come spesso condizioni estreme possano plasmare in profondità il nostro modo di reagire, come in più di un’occasione la bravissima persona, spinta al limite e minacciata nella propria sopravvivenza, sia perfettamente in grado di degradarsi alle più meschine bassezze.

Proprio per questo i visitatori di questo limbo vengono privati dei propri ricordi: sapere di essere morti li cambierebbe, falsando il test, ma soprattutto toglierebbe loro l’istinto di sopravvivenza, quell’urgenza del “O io o lui” su cui i giudici fanno leva per esporre la vera natura della persona.

L’implacabile macchina del giudizio divino

Sebbene soddisfi quella nostra parte che ama la giustizia rapida e severa, Death Parade non vuole essere così banale, ma anzi dimostra tutta la bellezza dell’idea di Yuzuru Tachikawa che ci coinvolge nelle strazianti vicende del Quindecim e ci stimola a riflettere un po’ di più sulle cause dietro le nostre azioni e sulle tremende conseguenze che possono avere.
Non contento, l’anime si presta infatti come trampolino per una completa riflessione filosofica su etica e morale e, per chi ci crede, su quello che potrebbe aspettarci nell’aldilà.

death parade giudizioUno dei quesiti che ci si pone in Death Parade è infatti se sia davvero equo un verdetto emesso solo in base alle scelte che un’anima compie in una situazione così difficile, pressata e intrappolata nei giochi del Quindecim, senza tenere in conto quanto fatto in vita.
È giusto considerare la nostra vera natura come limitata a quanto di peggio siamo capaci di fare, dimenticando gli sforzi quotidiani per essere migliori?

Vediamo quindi scontrarsi la granitica e assoluta giustizia divina con un modo di ragionare più umano, più sfumato e aperto alle interpretazioni, che in Death Parade trova voce attraverso Chiyuki, la ragazza dai capelli neri che si trova a fare da assistente al barista Decim.
Ciò che è davvero interessante, tuttavia, è che la domanda rimane sospesa: non ci viene offerta una risposta, ma sta allo spettatore continuare a chiedersi quale metodo di giudizio sarebbe più giusto.

Religione e mitologia in Death Parade

Da appassionata di mitologia, in tutte le sue forme, ciò che subito mi ha affascinata di Death Parade è stata la sua ambientazione ultraterrena, la quale svela ad un osservatore attento numerosi riferimenti religiosi, come la forma ricorrente del mandala buddista o gli acquari popolati da meduse, simbolo di immortalità – e a giusta ragione, dato che ne è stata scoperta una specie virtualmente immortale.

death parade parche mitologiaUn ulteriore esempio è il richiamo ad almeno due delle tre Moire – o Parche se siete romani, o Norne se vichinghi -, quelle tre simpatiche signore incaricate di filare, tessere e infine recidere il filo della vita di ogni uomo, attraverso i nomi stessi dei baristi Nona (corrispondente a Cloto) e Decim (da Decima, versione romana di Lachesi).
Mancherebbe all’appello l’ultima e più letale, Atropo, la quale è probabilmente rappresentata dal personaggio di Castra, la “Regina dei Morti” che smista le anime ai vari locali.

Sebbene disseminato di questi piccoli e intriganti dettagli, personalmente avrei preferito che lo sfondo mitologico di Death Parade venisse esplorato più a fondo, soprattutto nel funzionamento di questo particolare oltretomba che si frappone ai destini finali di resurrezione od oblio.

Infatti, anche se viene dato spazio alla spiegazione del processo di giudizio, il contesto più ampio dell’aldilà rimane parzialmente in ombra, non so se per focalizzare l’attenzione sulle anime in transito o se per scelta narrativa, in quanto a noi comuni mortali non dovrebbe essere dato conoscere tutto del meccanismo divino.

Immagini e suoni per non lasciarci indifferenti

death parade memento mori chiyukiVenendo ai tecnicismi, di sicuro possiamo dire che Death Parade è ottimamente realizzato sia in termini di disegni che di animazione.
L’estetica è certamente una delle più evocative che abbia mai sperimentato in un anime, il che si applica attraverso ogni momento della serie, anche e soprattutto in quelli più crudi e violenti – un esempio è proprio la tragica escalation della partita a freccette nel primo episodio.

Un plauso speciale va al comparto musicale, in particolar modo alla scelta della colonna sonora.
Aprendo l’episodio con Flyers dei Bradio, infatti, rimarremo sicuramente spiazzati – per capire cosa intendo, guardate la opening in cima all’articolo – e potremmo pensare di aver frainteso completamente il genere ed essere davanti a una specie di commedia.
Ma non preoccupatevi, godetevi la canzone e andate avanti, scoprirete che il contrasto di tono con la storia ci sta incredibilmente bene.
Arriverete infine alla ending, Last Theater dei NoisyCell, che dopo il trauma dell’episodio sarà invece in grado di esprimere tutta l’angoscia con cui state fissando lo schermo.

Menzione d’onore va di sicuro a Moonlit Night di Yuki Hayashi, tema musicale ricorrente che accompagna alcune delle scene più emozionanti, nello specifico un momento chiave dell’episodio 11, Memento Mori.

Death Parade quindi è un anime assolutamente consigliato, soprattutto per chi non cerca intrattenimento fine a sé stesso: di sicuro Yuzuru Tachikawa ha un messaggio da trasmetterci, anche se forse non si tratta tanto di una dichiarazione quanto di un invito alla riflessione.
Un unico rimpianto, che non ci siano più episodi.

 

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