newsletter@seriescape.com

Cells at Work! – Hataraku Saibou – Un Anime al Mese #7

cells at work hataraku saibou recensione poster cover locandinaTitolo Cells at Work! (はたらく細胞 Hataraku Saibō)
Voto IMDb
7,4/10
Voto AnimeClick 7,6/10
Voto SeriEscape 8/10
Anno 2018
Canale Tokyo MX
Durata episodi 25 min
Quante ore di vita ti toglierà questo anime? 6 ore
Genere Action, Comedy, Animation
Opera d’origine Manga di Akane Shimizu
Regia Kenichi Suzuki
Sceneggiatura Yūko Kakihara, Kenichi Suzuki
Studio di produzione David Production
Musica Kenichirō Suehiro
Opening  Mission! Ken-Kō-Dai-Ichi – Kana Hanazawa, Tomoaki Maeno, Daisuke Ono, Kikuko Inoue
Ending CheerS – ClariS
Livello d’attenzione richiesto 4/5
Mood Occhi grandi e divise scolastiche, Bambini ancora una volta, Un po’ di sana avventura, Tra le braccia di Alberto Angela
Trama All’interno del corpo umano circa 37,2 bilioni di cellule sono al lavoro ogni giorno… e noi seguiamo alcune di loro mentre fanno il proprio lavoro per tenerci in vita e proteggerci dalle minacce che quotidianamente mettono a rischio il piccolo ma infinitamente complesso mondo dentro di noi.

Agosto – Say “I Love You” ← Un Anime al Mese


Proprio come lo scorso mese, la scelta dell’anime di settembre è stata fatta in base ad un suggerimento abbastanza fortuito tra i correlati di YouTube, ossia le reazioni di alcuni studenti di medicina al primo episodio di Cells at Work!.
A mia discolpa, non sono solita cliccare su quel genere di video – banalmente, non capisco il fascino di osservare qualcuno mentre guarda un episodio al posto mio – ma mi sono scoperta curiosa dell’opinione di qualcuno ferrato in materia sul mio ultimo anime estivo.

Un tuffo nel corpo umano… e nei ricordi

Sì, perché – se il titolo in sé non fosse un indizio sufficiente – l’anime tratto dal manga di Akane Shimizu proprio di medicina parla, guidandoci in un viaggio all’interno del nostro corpo in compagnia delle varie cellule che lo compongono.
Suona familiare?

cells at work esplorando il corpo umanoE ci mancherebbe altro, o mi preoccuperei di come sia stata la vostra infanzia.
Una premessa simile non può infatti che riportare alla mente i bei tempi di Esplorando il Corpo Umano – aka Siamo Fatti Così aka C’era una Volta… la Vita – che, a partire dagli anni ’80, si è assunta l’onere di raccontare ai bambini di mezzo mondo l’anatomia e il funzionamento del nostro organismo, con tanto di modellini collezionabili per toccare con mano.

Ora mettete il tutto in salsa nipponica, date sembianze umane alle cellule ed ecco a voi Cells at Work!, lo shounen – di cui questa settimana esce l’ultimo episodio – attualmente disponibile in Italia in simulcast su Yamato Video.

Clicca qui per vedere il primo episodio su YouTube.

Il mondo di Cells at Work!

Protagonisti dell’anime sono principalmente le cellule dell’apparato circolatorio, in primis una “globula rossa” pasticciona e priva di senso dell’orientamento ed uno stoico globulo bianco che riesce miracolosamente a trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto per toglierla dai guai e salvarla dal germe/mostro alieno di turno.

cells at work corpo globulo rosso bianco cellule città lavoro

A tutto questo viene dato un contesto più facile per noi da comprendere che non l’interno dei nostri organi, trasformando il corpo umano in una vera e propria città con le cellule come abitanti, zone residenziali, industriali e persino scuole.
Anche se ovviamente il grosso dell’azione si svolge sulle strade, percorse dagli instancabili fattorini/globuli rossi – sempre a portare avanti e indietro ossigeno, anidride carbonica e nutrienti – e pattugliate dai vari corpi delle forze dell’ordine, ossia i diversi tipi di cellule immunitarie.

E siccome stiamo guardando un anime, è un po’ come guardare una città utopica in cui tutti sono cittadini responsabili che compiono il proprio dovere con impegno e dedizione, pervasa da quell’atmosfera serena e ottimista che le rappresentazioni dell’etica lavorativa giapponese sanno ispirare.

– Non sto dicendo che sia realmente tutto così rose e fiori, ma recentemente ho passato un sacco di tempo a cercare di organizzare i miei spazi e il mio modo di lavorare e quella precisione… oddio, quella precisione! È come guardare l’interno di un orologio svizzero: fa appello alla mia parte ossessivo-compulsiva. –

Intrattenimento divulgativo… you’re doing it right

Ma adesso che ne abbiamo descritto il contesto è ora di venire al sodo di Cells at Work!, ossia tutta questa medicina che per forza di cose deve farla da padrone in uno scenario come quello che si descrive.
cells at work spiegazioni pannelli scientificoE lo fa con maestria, dandoci spiegazioni scientifiche non banali – piuttosto tecniche, in realtà – che rimangono tuttavia di facile comprensione grazie a situazioni e metafore ben studiate, in grado di dimostrarci in modo immediato il processo in corso.

Ne risulta un anime indiscutibilmente educativo, che riesce a unire l’intrattenimento dell’azione da shounen ad uno stile divulgativo efficace ed interessante anche grazie ai frequenti “pannelli esplicativi” i quali, spiegando il contesto e le capacità delle diverse cellule, diventano parte fondamentale della narrazione quasi come indicazioni su un copione.

Non stupisce quindi che anche ad occhi più esperti dei miei Cells at Work! appaia come un lavoro ben pensato e sorprendentemente accurato, nonostante le numerose “licenze creative” che Akane Shimizu si è presa possano far credere il contrario.

Umanizzare le cellule

A partire dalla parte più shounen, ricca di azione e combattimenti che manco Goku e Vegeta, il cui particolare saliente è senza dubbio la sconcertante dose di splatter che macchia i nostri schermi: ebbene sì, cellule e microrganismi vari sanguinano. Come dannate fontane.

cells at work splatter germi globulo bianco batteri

Ma vogliamo forse trascurare l’amore in questa equazione? Ovviamente no, quindi mettiamoci comodi per un po’ di romance tra cellule.
Sembra assurdo, non vogliamo credere che si vada davvero in quella direzione, eppure vediamo questo embrione di storia d’amore svolgersi davanti ai nostri occhi ed improvvisamente ci rendiamo conto di fare spudoratamente il tifo per la nuova ship.
Della serie “still a better love story than Twilight”. Senza offesa, ho avuto quindici anni anch’io.

E tutto questo nasce dalla semplice scelta di dare volti umani alle piccole entità che popolano il nostro corpo, aprendo la porta a una interminabile sfilza di antropomorfizzazioni pensate per farci empatizzare con la storia e offrire spunti che una semplice pallina di DNA e organelli difficilmente potrebbe suscitare.
Tra questi senza dubbio uno dei più apprezzabili sono i siparietti comici – perlopiù tra i due globuli protagonisti – che riescono a rendere l’anime estremamente godibile e divertente.

Un’ulteriore conseguenza è che Cells at Work! diventa una sorta di apoteosi del kawaii e non potrebbe essere altrimenti con tutte queste celluline tanto carine e indaffarate che adesso ci troviamo ad immaginare dentro di noi.
Oh, e non fatemi nemmeno cominciare con le piastrine.

cells at work piastrine gif

Quando l’idea è quella giusta

Nel caso in cui non fosse ormai palese a questo punto, possiamo dire che uno dei maggiori punti di forza di questo anime sia il character design, capace di cogliere nel segno e dare un ritratto romanzescamente interessante e al contempo accurato di cellule, batteri e compagnia.
Per quanto mi riguarda, tanto basta a supplire a qualsiasi altra mancanza si possa trovare, che siano le animazioni non sempre al top o momenti di dialogo non esattamente brillanti: difetti tranquillamente ignorabili, dato che quello che conquista di Cells at Work! è decisamente il concept. La tecnica è irrilevante.

Che ne dite, vi ho convinto a darle una chance? O qualcuno ci ha già provato e ha un parere da darmi?
Per chi fosse ancora dubbioso o semplicemente curioso, nel frattempo mi sono imbattuta in un altro video di reazione di un medico, che tra una scena e l’altra riesce pure a spiegarci la scienza dietro l’anime: vediamo quanto è accurata?

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.