newsletter@seriescape.com

Angels of Death – Satsuriku no Tenshi – Un Anime al Mese #8

angels of death cover poster locandina recensioneTitolo Angels of Death (殺戮の天使 Satsuriku no Tenshi)
Voto IMDb
6,5/10
Voto AnimeClick 6,5/10
Voto SeriEscape 7/10
Anno 2018
Canale AT-X
Durata episodi 25 min
Quante ore di vita ti toglierà questo anime? 7 ore
Genere Horror, Thriller, Mystery, Drama, Animation
Opera d’origine Videogame di Hoshikuzu KRNKRN
Regia Kentarō Suzuki
Sceneggiatura Yoshinobu Fujioka
Studio di produzione J.C. Staff
Musica Noisycroak
Opening  Vital – Masaaki Endoh
Ending Pray – Haruka Chisuga
Livello d’attenzione richiesto 4/5
Mood Occhi grandi e divise scolastiche, Sbrogliamo una matassa, I’ve Got No Strings On Me, Oggi non è giornata, Mindfucked, Giochi di specchi e abissi profondi
Trama Quando Rachel si ritrova senza memoria in un ospedale sotterraneo non sa bene cosa fare se non cercare l’uscita, finendo sulla strada di Zack, feroce assassino armato di falce col quale dovrà allearsi quando entrambe le loro vite vengono lasciate in balia dei custodi dell’edificio e l’unica possibilità di salvezza è risalire un piano dopo l’altro.

Settembre – Cells at Work! – Hataraku Saibou ← Un Anime al Mese


Niente particolari ricerche o ispirazioni divine per la scelta dell’anime di questo mese, solo il semplice fatto che Angels of Death si è appena concluso – giusto lo scorso venerdì – e stavo proprio aspettando di vederne la fine per farmene un’opinione.
Sì, perché è stato necessario guardarne tutti e sedici gli episodi per venirne davvero a capo e decidere se quello che avevo davanti agli occhi era una trashata horror o una geniale analisi psicologica.

Morale?

Non ne sono ancora sicura. E ci ho pensato parecchio.

angels of death gameplay gioco videogameDiciamo che il fatto che Angels of Death sia tratto da un videogioco a mio parere non gioca esattamente a favore, perché – fatto già notato in anime come Amnesia, derivato da un otome – i meccanismi tipici del gioco traspaiono comunque dallo svolgimento della trama, togliendo fluidità e conferendole una certa irritante macchinosità.

Quindi perché guardarlo?
Dal canto mio, per tre ragioni: primo, non sono fisicamente in grado di abbandonare alcuna serie a metà, per quanto deludente. È un disturbo grave, lo so.
Secondo, nonostante qualche sospetto iniziale ho scoperto che era l’adattamento di un videogame solo dopo diversi episodi.
Terzo e più importante: non ci stavo capendo una mazza, quindi bisognava andare avanti per avere qualche spiegazione.

Quel non so che di… WTF!?

Ecco, con quest’ultimo punto abbiamo probabilmente centrato l’aspetto principale di Angels of Death, vale a dire quel senso di sconcerto e spaesamento che assale lo spettatore alla fine del primo episodio e lo accompagna, insistente e inquietante come un avvoltoio sulla spalla, per gran parte della storia.

angels of death eddieSebbene infatti venga data quasi subito qualche spiegazione sul chi, dove e come, queste risultano estremamente insoddisfacenti – un po’ perché mancano informazioni sul contesto, un po’ perché non sappiamo se credere a quello che ci viene detto.
Ma soprattutto la meta finale della trama, per quanto venga dichiarata esplicitamente, sembra quasi troppo banale paragonata all’impianto di partenza, lasciandoci con l’impressione di non sapere dove l’anime voglia realmente andare a parare.

Così è che si guarda la prima parte di Angels of Death, un po’ per inerzia, sperando vanamente che ogni nuovo episodio sia quello buono per avere qualche delucidazione.
Mettetevi comodi, l’attesa sarà lunga.

La vera anima mystery di Angels of Death

angels of death zack isaac foster satsuriku no tenshiD’altronde si capisce che è proprio così che l’anime riesce a trattenere lo spettatore, risvegliando la sua curiosità con una protagonista priva di ricordi, in un’ambientazione a dir poco inquietante, che subito ha a che fare con un paio di soggetti – Zack e Danny – decisamente… particolari.
Eufemismo per “completamente fuori di testa”.

Il mistero – ben più del teorico horror che dovremmo vedere – è quindi una pesante cappa che grava costantemente sulla storia, a volte persino troppo calcato, capace di rendere il suo sviluppo ed il suo svelarsi così lenti da portare la suspense al limite dello stillicidio.

Zack e Rachel. Punto.

angels of death gif ascensore zack rachel elevatorCon una trama così restia a dipanarsi, dunque, non rimane altra scelta allo spettatore che focalizzare tutta la sua attenzione sui personaggi.
In particolare i protagonisti Rachel Gardner, una tredicenne silenziosa e priva di ricordi che si sveglia in quello che sembra un ospedale sotterraneo, e l’instabile omicida Zack, che da carnefice diventa anch’egli vittima sacrificale quando inseguendola raggiunge un piano dell’edificio diverso da quello assegnatogli.

Mentre i due stringono una provvisoria alleanza per risalire questo sotterraneo e scappare all’esterno – piano dopo piano custodito da soggetti probabilmente pazzi e sicuramente pericolosi – impariamo a conoscerli coi loro modi piuttosto borderline.

La soggettività di un parere

Una cosa di cui mi sono resa conto a posteriori, infatti, è che tutti i personaggi di Angels of Death sono estremamente suscettibili al giudizio personale di chi guarda, ispirando amore e odio in egual misura ma sempre secondo le proprie inclinazioni.

Da un lato, infatti, si tratta di personalità estremamente lineari ed in quanto tali pure, vibranti nella semplicità dei tratti che le delineano ma allo stesso tempo in grado di aggiungere sfaccettature laddove pensavamo ci fosse solo una faccia liscia.
angels of death cathy custodi pianiAnziché presentarli come personaggi a tutto tondo, si sceglie di mostrarne uno e un solo aspetto, del quale scopriamo però esistere sfumature e declinazioni non sempre previste.

Dall’altro lato, invece, ognuno dei volti in Angels of Death risulta decisamente sopra le righe, marcato ed esasperato in quei suoi tratti distintivi fino a diventare persino fastidioso nel suo martellare incessante sugli stessi tasti.

Di certo è un modo di costruire personaggi perlomeno insolito, profondo e limitante al contempo, che mi riporta al quesito iniziale: trashata o genialata?
A voi l’ardua sentenza.

Una storia costruita all’indietro

Ad alimentare questo dubbio concorrono anche certe lacune narrative soprattutto nel character development, con i protagonisti che a volte sembrano saltare dei passaggi logici.

angels of death rachel finale satsuriku no tenshiProcedendo con la trama, specialmente negli ultimi episodi in cui si iniziano a tirare le somme, si riesce tuttavia a guardare indietro e rintracciare il loro percorso interiore: per quanto contorto e moralmente distorto, è possibile riconoscere in esso un senso comprensibile che a posteriori è in grado di spiegare alcuni sviluppi di Angels of Death.
Ragionamenti dunque silenti e non debitamente spiegati, ma non per questo fallaci o mancanti.

Quindi, ancora una volta, ha un difetto perché non mostra l’intera sequenza di pensiero o ha il pregio di stimolarci alla riflessione psicologica?


Morale della favola: se lo guardate, guardatelo tutto. E con attenzione. Almeno visivamente, con colori e disegni nitidi e vibranti, ripagherà.
Che lo faccia anche narrativamente sono convinta che dipenda in gran parte dallo spettatore e dalla sua predisposizione, ragion per cui aspetto con curiosità i vostri commenti e opinioni.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.