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Altered Carbon

altered carbon serie

altered carbonTitolo Altered Carbon
Voto IMDb 8,6/10
Voto SeriEscape 9/10
Anno 2018 – presente
Canale Netflix
Durata episodi 55 min
Quante ore di vita ti toglierà questa serie? 9,5 ore
Genere Drama, Science-Fiction, Thriller
Attori Joel Kinnaman, Martha Higareda, Dichen Lachman, James Purefoy, Chris Conner
Creatore Laeta Kalogridis
Musica Jeff Russo
Paese USA
Lingua Inglese
Livello d’attenzione richiesto 4,5/5
Mood Stufo del secolo in cui vivo, Sbrogliamo una matassa, Gran libro. Dovrebbero farne una serie, What if…?, Mindfucked, Giochi di specchi e abissi profondi
Trama In un futuro dove la coscienza umana può essere digitalizzata e trasportata da un corpo all’altro in una virtuale immortalità, un ribelle appartenente al corpo degli Spedi imprigionato sotto ghiaccio viene risvegliato dopo 250 anni per risolvere il mistero dell’omicidio di uno dei ricchissimi Matusalemme con la promessa della grazia e della libertà.


Basata sulla fortunata trilogia di romanzi di Richard K. Morgan, Altered Carbon è entrata a far parte lo scorso 2 febbraio del catalogo di Netflix e, prima serie sci-fi del canale streaming, è andata a riempire un vuoto che in questo periodo di riscoperta del genere fantascientifico si era fatto sentire tra gli abbonati al servizio.

La creatrice Laeta Kalogridis – nome conosciuto per Shutter Island, Avatar Terminator – aveva acquisito quindici anni fa i diritti cinematografici dei romanzi poi rimasti nel cassetto fino alla proposta di Netflix che ha permesso di espandere il progetto a una serie tv per una narrazione più estesa.

Westworld incontra Blade Runner

Ambientata nell’anno 2384 in una San Francisco – pardon, Bay City – dalle atmosfere cyberpunk, Altered Carbon deve molto della sua veste grafica al cult del 1982 di Ridley Scott valorizzata da ottimi effetti visivi e una CGI ben integrata.

altered carbonMa se la sinossi può far pensare di essere davanti all’ennesima distopia fantascientifica, fin dal primo episodio lo spettatore si rende conto che il primo piano nella vicenda è occupato dal thriller e dal noir vecchio stile.
A qualche fan delle vecchie detective story Altered Carbon potrebbe infatti suonare familiare: un misterioso omicidio – che a un certo punto potrebbe persino ricordarvi Cluedo -, un investigatore privato dalle formidabili doti deduttive, una femme fatale a insidiare il giudizio del protagonista e un pittoresco assistente… e come in quei vecchi film, la trama fatica a dipanarsi.

Il ritmo, in effetti, risulta molto lento, quasi troppo nei primi episodi che hanno il gravoso compito di introdurre la complessa mitologia dei romanzi di Morgan attraverso dialoghi e flashback – e trip, non dimentichiamo i trip – che faranno attendere non poco lo spettatore in cerca d’azione. E l’avrà, può starne certo: Altered Carbon non si fa certo mancare niente in fatto di violenza, brutalità e anche nudità.

Ma il vero fulcro della serie resta nella costruzione del mistero che si rifiuta, episodio dopo episodio, di farsi minimamente più chiaro.
Dissemina anzi sottotrame e rompicapi che nulla sembrano avere a che fare con la soluzione del caso, solo degli intoppi casuali che ritardano il lavoro del detective.
È per questo che Altered Carbon va guardato con molta attenzione, nel tentativo – ahimè vano, per quanto mi riguarda – di capire come queste storie vadano a raccordarsi alla trama principale prima che la soluzione ci venga offerta negli ultimi episodi.
In questo senso assomiglia a Westworld di HBO, che calamita l’attenzione con una trama oscura fino all’ultimo e costringe a guardare un episodio dopo l’altro.

Il mondo costruito dall’altered carbon

Non è certo stato un dispiacere per me cedere alla sirena del binge-watching – lo ammetto, l’ho guardata tutta nel giro di 24 ore – grazie anche al fascino del mondo creato dall’autore.

altered carbonL’idea di poter trasferire la mente umana da un corpo all’altro è sicuramente di successo, ma lo diventa ancora di più conoscendone il metodo, ossia le pile corticali in carbonio alterato, e il modo in cui tutto ciò influenza la società.
Quale sarebbe infatti la conseguenza dell’immortalità solo per chi se la può permettere? A quanto pare un mondo in cui le più basse perversioni umane sono libere di uscire allo scoperto, visto che ferire o uccidere qualcuno non è più necessariamente un danno alla persona.

Anche se le implicazioni morali della situazione vengono esplorate a dovere, Altered Carbon sembra accusare un po’ la mancanza di una vera origin story: per più della metà della serie tutto quello che sappiamo sul protagonista Takeshi Kovacs è dovuto a pochi flashback abbastanza ermetici.
Anche dopo l’episodio chiarificatore (1×07, Nora Inu) la storia sembra monca, perché ancora si avverte l’esistenza di un universo d’origine non esplorato a sufficienza riguardo la provenienza delle pile corticali – mollate la bomba che sono fatte di metallo alieno e poi non raccontate nulla? -, le capacità degli Spedi e il protagonista stesso quando era ancora nel suo corpo.
Un ulteriore esempio è Poe, l’adorabile intelligenza artificiale gestore del decadente hotel gotico/quartier generale in cui soggiorna Kovacs, il cui status di AI passa quasi inosservato dato che nel 2384 pure lui è diventato obsoleto.

Un cast variegato

altered carbon

Photo by Stewart Cook/Shutterstock

Punto d’onore di Altered Carbon è la scelta di un cast multietnico – in barba al whitewashing – per rappresentare in modo realistico la società umana del 24esimo secolo: un’irascibile poliziotta messicana (Martha Higareda) e il suo partner mediorientale (Waleed Zuaiter), l’idealista rivoluzionaria nera dei flashback (Renée Elise Goldsberry) e lo stesso protagonista Takeshi che, seppur oggi “infilato” nel corpo dello svedese Joel Kinnaman, nasce con le sembianze asiatiche di Will Yun Lee, accompagnato dalla sorella interpretata dall’attrice di origini tedesche e tibetane Dichen Lachman.

La serie beneficia delle ottime performance degli attori principali, tra cui il villain James Purefoy e lo stesso protagonista Kinnaman che regge sulle sue – ampie – spalle l’intera narrazione, ma anche delle brillanti interpretazioni di personaggi secondari che si ritrovano, grazie all’espediente delle pile corticali, a vestire i panni dei personaggi più disparati, dalla simpatica nonnina al criminale internazionale.

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Questo aspetto della trama potrebbe inoltre significare che tutta una serie di volti nuovi potrebbe popolare una eventuale seconda stagione a cui il finale ha lasciato la porta aperta – ma non troppo, tranquilli, niente cliffhanger da cardiopalma.
Nell’attesa mi darò alla lettura del romanzo, in uscita il 15 febbraio e disponibile per la prenotazione su Amazon.

Lasciatemi qui sotto i vostri commenti su Altered Carbon.

 

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